Le rose e i nudi artistici di Sergio Lopez

Corpi che si velano e che si svelano giocando con un drappo fiorito.

Forme sinuose, morbide, rotonde trasmettono candore e magnificenza come una rosa appena sbocciata, una rosa che si imprime sulla pelle nuda per diventare un tatuaggio.

‘Painted Roses’, del giovane artista americano Sergio Lopez, è una raccolta di dipinti che prendono il nome da alcune varietà di rosa.

Di seguito ve ne propongo alcuni con l’evidenza del fiore richiamato dal titolo dell’opera.

Cornelia

cornelia sergio lopez
Cornelia  rose

Albertine

albertine sergio lopez
Albertine rose

Tuscany Superb

tuscany superb sergio lopez
tuscany rose

Ispahan

ispahan sergio lopez
Ispahan rose

Green Ice

green ice sergio lopez
green ice rose

Reve d’Or

reve d'or sergio lopez
Reve dOr rose

Rugosa Alba

rugosa alba sergio lopez
Rugosa Alba rose

Per ammirare altri lavori e per approfondire la conoscenza di Sergio Lopez visitate il link di Art Spire e leggi l’intervista su Printshop

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Grace Kelly, rosa tra le rose

grace Kelly

Immagine da Wikipedia

Icona di stile, di classe, di eleganza. Sono solamente alcuni degli appellativi attribuiti a Grace Kelly, la tanto amata principessa di Monaco, scomparsa tragicamente a soli 52 anni, il 13 settembre del 1982.

Grace, donna di raffinata bellezza, valorizzò la moda degli anni cinquanta/sessanta, gli anni dei guanti indossati su abitini e tailleur, degli immancabili cappellini, del giro vita sottile, delle perle e dei foulards.

I films e le immagini di repertorio della sua vita di principessa continuano a parlare di lei, della principessa delle rose, i fiori che più amava.

Quando recitava, grandi mazzi di rose, coloravano e profumavano il suo camerino.
Quando si sposò, ricami di rose bianche impreziosivano il copricapo e il velo nuziali.
Magnifiche piante di rose variopinte ornavano il giardino della residenza reale, il palazzo Grimaldi.
Alcuni gioielli che la principessa amava indossare, avevano foggia di rosa e lo stesso fiore era applicato su cappelli o stampato sugli abiti.

Grace, partecipò come madrina e giudice a molteplici manifestazioni floreali. Nel 1974, presenziò all’inaugurazione del Roseto di Monza.

Fondò, nel 1954, il ‘Ballo della Rosa‘ per raccogliere denaro a scopo benefico. Il nome dell’evento derivava dalle migliaia di rose fresche che decoravano la sala da ballo.
Dopo la sua morte, il ‘Ballo della Rosa’ fu dedicato alla Fondazione istituita a suo nome e della quale ricorre il 50° anniversario il 29 marzo 2014.
L’evento mondano, la cui regia è curata quest’anno dallo stilista Karl Lagerfeld, riunisce l’alta società in un’iniziativa di beneficenza di rilevanza internazionale.

In memoria della bella principessa, nei giardini di Fontvieille è stato creato “Il Roseto Princesse Grace” ed un famoso ibridatore francese, Meilland, le ha dedicato le seguenti varietà di rose:
‘Grace de Monaco’ nel 1956,
‘Princesse de Monaco’ nel 1981.

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Rosa è fashion

Stanno arrivando!

Questo tenero bocciolo diventerà una magnifica rosa.

Nell’aria c’è profumo di primavera. Quest’anno la stagione è anticipata e le rose non tarderanno a sbocciare nei nostri giardini e ad inebriare i nostri sensi con profumi e colori.

Nell’attesa, ‘vestite’ di rose perchè fa tendenza. Infatti, nella collezione donna Primavera Estate 2014, i tessuti sono impreziositi da rose stampate, ricamate o applicate.

pizzo rose estate 2014 Gregory Parkinson

pizzi rose estate 2014 Gregory Parkinson

gonna rose estate 2014 Gregory Parkinson

abito rose stampa House OF Holland estate 2014

pizzo rose House OF Holland estate 2014

abito rose House OF Holland estate 2014

rose abito estate 2014 Rocha

rose gialle abito estate 2014 Rocha

rose pastello estate 2014 Rocha

petali rose rosse estate 2014 Rocha

altre rose moschino estate 2014

moschino rose rosse nere estate 2014

rose moschino estate 2014

rose e moda

E la tendenza floreale continuerà nelle collezioni Autunno Inverno 2014-15 ed interesserà anche l’uomo.

yohji yamamoto

Sul sito Vogue, dal quale ho tratto le immagini, potete trovare tutte le collezioni e tutte le informazioni su ciò che fa tendenza.

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A tutte le Rose in arrivo, alle loro mamme e ai loro papà

I bambini che sono stati concepiti nella scorsa estate verranno al mondo tra aprile e maggio, quando sbocceranno le prime rose e saranno i fiori più belli.

Saranno preziosi come le rose, quelle rose cantate con tanta tenerezza da Arisa nel brano del 2009.

‘Piccola rosa’ è una poesia; è colma di quell’amore che sgorga dal cuore di una mamma, di un papà, di un nonno, di un fratello maggiore, di chi aiuterà una neonata a crescere, come fanno l’acqua ed il sole con le rose del giardino.

rosa bianca purezza

Piccola Rosa

Dormi amore mio delicato
fiore dai dolci petali
ora il tuo giardino è la vita
ed io sono la strada per te
come l’acqua io nutrirò il
tuo cuore e il mio cuore amore mio
caldo come un raggio di
sole, sarà, tutto l’amore che ha
che avrà.

Piccola rosa sei in ogni
cosa, tu che preziosa sei per me
e silenziosa mano si posa
sopra di te
piccola rosa diverrai sposa e
quando il tempo lo vorrà
dalla mia rosa dolce e odorosa
un altro fiore nascerà.

Non c’è stella che brilla la
metà dei tuoi occhi e sai perchè
perchè si la luce più grande
che ho, la più preziosa che avrò
che avrò.

Piccola rosa sei in ogni
cosa, tu che preziosa sei per me
e silenziosa mano si posa sopra di te.

Piccola rosa che profumi
di vento che lento ti porta con sè,
tu che sei rosa senza spine
stai silenziosa mentre
guardo ammirata la gioia
più grande che ho
in questa notte senza fine.

Piccola rosa sei in ogni cosa
tu che preziosa sei per me
e silenziosa mano si posa sopra di te
piccola rosa diverrai sposa e
quando il tempo lo vorrà
dalla mia rosa dolce e odorosa
un altro fiore nascerà.

Tu che preziosa sei per me
e silenziosa mano si posa sopra di te.

Vai ad un video della canzone tratta dall’album Sincerità.

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Le rose di zucchero che sbocciano in mano

rosa-palmo

rosa-mano

Come preparare un dolcissimo centro tavola per le feste e le ricorrenze

centrotavola

centrotavola-rose

particolare-centrot

Occorrente:
– pasta di zucchero modellabile di vari colori
– pallina da ping ping
– biglia di vetro
– mattarello
– coltellino
– burro

occorrente

Realizzate petalo dopo petalo, intorno alla pallina da ping-pong imburrata, la vostra rosellina. Quando sarà completata, estraete delicatamente la pallina ed appoggiate la rosellina sul centrotavola.

Create bocciali e rose in piena fioritura.

Potete unire anche pasta di colori diversi prima di appiattirla con il mattarello. La biglia viene utilizzata per rendere il bordo del petalo più sottile e delicato.

pallina-e-pasta

coloricombinazione

rosa-gialla

Alla fine del pranzo, potete offrire le dolcissime roselline ai vostri invitati.

Un dessert bello e originale.

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Come creare una gradevole composizione regalo utilizzando delle roselline essiccate

composizioni

Un po’ di manualità rilassa la mente. Se poi il risultato è piacevole, regalando i vostri lavoretti riceverete tanti complimenti.

Come si procede.
Procuratevi anzitempo delle roselline: una quarantina per quattro composizioni.
Per accelerare l’essicazione suddividete le rose in tre gruppi ed accorciate il gambo a circa 10 cm dalla corolla al primo gruppo, a circa 8 cm al secondo e a circa 6 cm al terzo.
Formate quindi dei mazzetti di 3 o 4 fiori, legateli alla base con un elestico avendo cura che le corolle non si tocchini tra loro (da qui il motivo delle diverse lunghezze) per evitare che marciscano.

Prendete una gruccia in ferro, sganciate le estremità in prossimità dell’uncino e inserite tutti gli elasticini nella gruccia. Agganciatela ad un termosifone acceso e controllate quotidianamente il grado di essiccazione delle roselline per evitare che si secchino troppo.

gruccia-termosifone

Per realizzare la composizione sono inoltre necessari:

1 battolo di latta svuotato e ripulito (con l’apriscatole togliete il fondo)

2 confezioni di spugna sintetica

delle piccole pigne

juta a metro o in nastro

matassina di fil di ferro sottile

forbici

pinze

piccole decorazioni dorate

nastro di rafia

occorrente

Iniziate la composizione solamente quando le roselline sono ben essiccate.
Appoggiate la latta sulla spugna e spingendo delicatamente verso il basso, formate dei cilindi.
Tagliate con le pinze dei pezzetti di filo di ferro di circa 10 cm ed avvolgete la base di ogni pigna con il filo per creare il sostegno e per poterle fissare.
Iniziate a creare secondo il vostro gusto; alternate le roselline alle pignette, utilizzate a piacere delle piccole decorazioni avendo cura di riempire gli spazi vuoti. Per favorire l’inserimento delle rose e delle decorazioni bucate la spugna aiutandovi con uno stuzzicadenti.

Tagliate la juta un paio di cm più alta della spugna ad una lunghezza che consenta di avvolgere il cilindro sovrapponendo i lembi. Togliendo qualche filo sul bordo, otterrete un effetto sfrangiato.
Ritagliate con le forbici l’eccesso di juta sulla base ed infine con il nastro di rafia avvolgete la juta e chiudete con un fiocco.

composizioni--fiori

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I boccioli di rosa che appassiscono prima di schiudersi sono le ragazze che non riescono a sfondare nel mondo del lavoro

Quella dei boccioli di rosa che reclinano il capo senza arrivare a fiorire, è un’immagine associata alle giovani donne che non riescono a ‘sbocciare’ nel mondo del lavoro.
Appartiene alla ricercatrice e deputato di Scelta Civica Ilaria Capua, che nel 2006 uscendo dagli schemi del suo ambiente lavorativo, rese pubblica la sequenza genetica del virus patogeno dell’influenza aviaria umana, anzichè riservarla ad una fascia ristretta di persone, come le era stato suggerito. A discapito di fama e ricchezza, scelse di condividere la scoperta con tutto il mondo caricando le informazioni su «GenBank» ed aiutando così i paesi più poveri.

L’immagine della rosa che non sboccia è stata ripresa dalla dottoressa Capua anche all’Assemblea degli Industriali di Verona del 14 ottobre 2013. Con la consueta passione ed energia ha spronato le giovani donne a non lasciarsi sopraffare dalle difficoltà che incontrano nel trovare lavoro, nell’emergere, nel raggiungere posizioni apicali, difficoltà maggiori di quelle dei maschi, nonostante durante gli studi universitari, ottengano risultati migliori dell’altro sesso.

Con enfasi ha attirato l’attenzione di una platea di imprenditori sulle ragazze che hanno la potenzialità di diventare delle splendide rose in grado di diffondere la lora fragranza nel mondo del lavoro.

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Omelette dolce con salsa alle bacche di rosa canina: uno spuntino che sarebbe piaciuto anche alla principessa Sissi

Ingredienti per l’omelette:
4 uova
4 cucchiai di zucchero grezzo
2 cucchiai di farina
la scorzetta di mezzo limone grattugiata
olio o burro

Ingredienti per la salsa:
300 gr di bacche di rosa canina
4 cucchiai di zucchero grezzo
1 cucchiaio di succo di limone
zucchero a velo.

Procedimento:
Lavate, dividete in quarti i cinorrodi e privateli con un coltellino dei semi e della peluria interna.
Riponete i frutti puliti in una casseruola con 4 cucchiai di zucchero e un bicchiere d’acqua e fate quindi cuocere il composto per una ventina di minuti.
Passate la purea ottenuta al passaverdura e continuate la cottura per altri 5 minuti a fuoco denso lasciando addensare la salsa. Per ultimo aggiungete il succo del limone.

A parte con una frusta montate i tuorli con lo zucchero e un po’ di scorza grattugiata. Montate a neve ben ferma gli albumi con un pizzico di sale. Setacciate la farina ed aggiungetela poco per volta ai tuori. Incorporate gli albumi mescolando con un cucchiaio di legno dal basso verso l’alto per non smontarli.
Ungete d’olio una teglia da forno antiaderente – se preferite rosolate un po’ di burro -, versatevi il composto e fatelo cuocere a fuoco vivace, finchè il fondo non sarà ben rappreso e dorato. Poi passate il tutto in forno caldo a 250 gradi per pochi minuti.

Fate scivolare l’omelette su un piatto da portata, farcitela con la salsa di rosa canina, ripiegatela a metà e cospargetela di zucchero a velo. Accompagnatela con qualche cucchiaio di salsa di rosa.

Fonte: ‘Piante spontanee in cucina’ di Cristina Michieli

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Bacche di rosa o cinorrodi: è tempo di raccolta

Se vi capita di fare due passi, alla fine dell’estate o all’inizio dell’autunno in collina oppure in montagna, al limitare delle boscaglie, guardatevi attorno perchè questa è la stagione delle bacche di rosa. Sulle piante di rosa canina, infatti, al posto dei fiori, ci sono dei bei ‘frutti’ rossi, dei veri e propri concentrati di vitamina C. Risaltano perchè le foglie già ingiallite si sono diradate, scoprendo maggiormente i frutti della pianta.

cinorrodi

Ma se non siete sicuri che le bacche rosse appartengano ad una rosa, mi raccomando: non coglietele e non consumatele.

Rimandate piuttosto la raccolta al prossimo anno. All’inizio della bella stagione memorizzate i luoghi in cui si trovano le piante, è infatti più facile riconoscerle in fioritura, per tornare poi a raccogliere i cinorrodi in autunno.

Con i cinorrodi, freschi od essiccati, si preparano decotti e tisane, leggermente rosate, acidule, molto gradevoli.
Incidete le bacche lateramente, svuotatele dai semi e dalla peluria (facendo attenzione ai sottili peli aguzzi che possono conficcarsi nella pelle) e mettetele ad essiccare al sole o vicino ad una fonte di calore oppure utilizzatele subito dopo la raccolta facendo bollire un’abbondante manciata di frutti ripuliti in mezzo litro d’acqua per 10 minuti. Zuccherate a piacere.

Con le bacche si preparano inoltre confetture e salse. Vai alla ricetta su “Omelette dolce alle bacche di rosa canina“.

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‘La preghiera delle rose’. Il poeta venera il superbo fiore

Secondo il poeta Giorgio Caproni è impossibile dire cosa sia una rosa, ma Federco Garcia Lorca (1898-1936) ci riesce molto bene trascinandoci in un turbinio di parole e di immagini.

Nel manoscritto datato 7 maggio 1918, la rosa è stella, vita, donna, madre di ogni cosa bella, amica, calice di profumo, sciame cromatico, fiore divino, rifugio dei cuori, fiore d’amore e molto altro ancora. Cosa sarebbe la vita senza rose, si chiede il poeta.

La preghiera delle rose

Salve rose, stelle solenni!
Rose, rose, vive gioie d’infinito;
bocche, seni e anime vaghe profumate;
pianti – baci! – semi, polline lunare;
dolci loti delle anime ristagnate;
salve rose, stelle solenni!

Amiche di poeti
e del mio cuore,
salve rose, stelle
di luminosa Sion!
Panidi, sì, Panidi;
il tragico Rubén
chiamò così nei versi
il languido Verlaine,
che era rosa sanguigna
e rosa gialla assieme.
Così voglio chiamarvi,
Panidi, sì, Panidi,
essenze di un Eden,
di labbra ballerine,
di seni femminili.
Accanto al marmo siete
il suo sangue,
ma se foste gli aromi
del giardino
abitato dai fauni,
avreste nel vostro essere
un’essenza divina:
Maria di Nazaret,
che vi nasconde in petto
biancore del suo miele,
fiore unico e divino,
fiore di Dio e Lucifero.

Fiore eterno. Scongiuro del sospiro.
Fiore grandioso, divino, snervante,
fiore di fauno e di vergine cristiana;
fiore di Venere furiosa e tonante,
fiore mariano celeste e sedante,
fiore che è vita e azzurra fontana
del giovanile amore arrogante
che chiarifica le ansie nel suo calice.

Che sarebbe la vita senza rose!
Sentiero senza ritmo e senza sangue,
abisso senza notte e senza giorno.
All’anima esse prestano le ali
e senza di esse l’anima morrebbe,
senza stelle, né fede, né le chiare
illusioni che l’anima amava.

Esse sono rifugio di cuori innumerevoli,
esse sono stelle che sentono l’amore,
esse sono silenzi lentamente scappati
dall’eterno poeta notturno e sognatore,
e si sono formate con cielo e luce e aria,
per questo alla nascita hanno tutte imitato
la conformazione e il colore del cuore.
Esse sono le donne in mezzo a tutti i fiori,
sancta sanctorum tiepidi dell’eterna poesia,
neàpori grandiose dell’intero pensiero,
calici di profumo che azzurro il vento beve,
sciami cromatici, perle del sentimento,
ornamenti di lire, poeti senza accento.
Amanti profumate di teneri usignoli.

Madri di ogni cosa bella,
siete eterne, magnifiche, tristi
come tacite sere d’ottobre,
che, vaghe e malinconiche, muoiono
coperte da una notte autunnale
poiché essendo voi stesse la poesia
siete colme d’autunno, di sere
di patemi, di malinconia
di tristezze, di amori fatali,
di crepuscolo grigio d’agonia,
tristezza del vostro essere poesia,
quella che è un’acqua delle vostre piante.
Sante rose divine e diverse,
aneliti, speranze, passione,
le deposito in voi, mie amiche;
voglio un calice vuoto, ormai morto,
nel suo fondo, appassito e deserto,
rovescerò il mio cuore fatale.

Salve, rose, stelle solenni!
Rose colme di grazia e amore,
tutto il cielo e la terra sono vostri,
benedetti saranno i maestri
che annuncino la voce del tuo fiore.
Benedetto sarà il frutto bello
del tuo vangelo bello e solenne,
benedetto il tuo aroma perenne,
benedetto il tuo pallido albore.
Solitarie, divine e austere,
piangete, siete fiori d’amore,
piangete per i bimbi che vi colgono,
piangete voi che siete anima e fiore,
piangete per i pessimi poeti
che non sanno cantarvi con dolore,
piangete per la luna che vi ama,
piangete per le folle dei cuori
che nell’ombra vi ascoltano tacendo,
e poi piangete per il mio amore.
Ah!, incensieri carnali dell’anima,
chopeniane romanze di odore,
piangete per i baci miei nascosti
che la bocca diede solo a voi.
Piangete per la nebbia tombale
dove sanguina il mio grande cuore,
e nella mia ora di stella spenta,
quando avrò gli occhi chiusi ormai al sole,
siate il mio bianco e grave sudario,
chopeniane romanze di odore.
In una valle quieta nascondetemi,
e aspettando la mia resurrezione
con le vostre radici lentamente
assorbite l’amaro del mio cuore.

Rose, rose divine e belle,
piangete, siete fiori d’amore.

Fonte: Garcia Lorca – Tutte le poesie – a cura di Norbert von Prellwitz

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